“Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?”
È una citazione di Primo Levi che richiama un termine che avevo studiato all’università.
Zikkaron.
È una parola ebraica e significa "memoria", più nello specifico significa "fare memoria".
Nella cultura ebraica il passato, sia esso gioioso o doloroso, va sempre ricordato.
Il bene va ricordato affinché venga replicato, il male va ricordato affinché non venga perpetuato mai più.
Per questo per molti sopravvissuti all’Olocausto fu importante raccontare ciò che era successo nei campi di sterminio nazisti, non solo per far conoscere la verità, ma anche perché non venisse replicato in futuro.
E così come gli ebrei altri deportati tra cui zingari, testimoni di Geova, omosessuali, dissidenti politici, hanno voluto raccontare la loro tragica storia.
Quindi, a cosa serve la memoria?
La memoria dovrebbe permetterci di essere migliori, di diventare migliori.
Un’umanità migliore, come auspicava Levi.
Questa settimana ricorre la Giornata della Memoria.
Di fronte al racconto di tanto orrore mettiamoci rispettosamente in ascolto, e ricordiamo, oggi, domani, sempre.
Perché purtroppo certi venti di odio e crudeltà stanno ricominciando a soffiare, e non possiamo permettere che si trasformino nuovamente nell’orribile tempesta che fu quello sterminio.
Noi possiamo essere quell’umanità che migliora, che smetterà di odiare.
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