mercoledì 30 ottobre 2024

Felice Halloween, prospero Samhain 🎃


31 ottobre, Halloween, ci siamo, il giorno è arrivato!
Si intagliano le zucche, si decorano le case, ci si diverte ma anche si riflette sul cerchio della vita.
Samhain, la fine dell’estate, ci insegna che tutto ciò che accade è in sintonia con i tempi della natura, in autunno essa di assopisce, in inverno si addormenta, un sonno così profondo che potremmo confondere con la morte, ma non è così. 
La natura si rinnova sottoterra, in silenzio e di nascosto, attendendo una nuova primavera. 
La tenebra conquista il suo spazio, in equilibrio con la luce che assume sfumature dorate e tiepide.
Samhain è un perfetto equilibrio tra luce e ombra, è l’attesa, la preparazione a un nuovo inizio e l’inizio stesso.
Provo sempre una certa emozione quando cala la notte e accendo le mie candele, so che il velo tra le due stagioni di fa più leggero, impalpabile, così come quello che separa il mondo dei vivi e quello dei morti. 
Sono pronta al contatto con gli spiriti, li accolgo, lascerò del cibo per loro come benvenuto, e li guiderò verso la loro eterna dimora quando questa notte avrà fine. 
Ci si risveglia cambiati la mattina dopo Samhain, è un giorno nuovo, un nuovo anno, dove ombre e luci trovano una nuova stupenda collocazione.

Felice Samhain, spaventoso Halloween a tutti voi!

(Disegno di Marigona Suli, via Pinterest) 

giovedì 17 ottobre 2024

Buio in sala: la maledizione di Poltergeist

Se non credete ai film maledetti forse questo articolo vi farà cambiare idea.
Oggi parliamo del film maledetto per antonomasia, forse ancora più controverso de L’esorcista.
Parliamo di Poltergeist - Demoniache presenze (in originale Poltergeist).
Il film è un horror statunitense del 1982 scritto e prodotto da Steven Spielberg e diretto da Tobe Hooper.
I protagonisti del film sono i membri della famiglia Freeling che dopo aver traslocato nella nuova casa una notte sorprendono la figlia cinquenne Carol Anne a parlare con la televisione spenta, la bambina a un certo punto comunica ai genitori che “Essi stanno arrivando!”.
Da lì la famiglia comincia ad essere vittima di fenomeni paranormali sempre più spaventosi.
Il film ottiene un successo planetario e successivamente saranno girati due sequel: Poltergeist II - L'altra dimensione (1986) e Poltergeist III - Ci risiamo (1988).
Nel 1996 viene trasmessa anche una serie televisiva omonima che è però non è collegata ai film originali.
La pellicola ottiene numerosi riconoscimenti per gli effetti speciali innovativi in particolare sull’utilizzo delle apparecchiature luminose.
Una curiosità sul film viene rivelata dall’attrice JoBeth Williams che ha raccontato che la produzione utilizzò scheletri veri per girare la famosa scena della piscina.
I produttori raccontarono che ai tempi in cui fu girato il film era meno costoso acquistare degli scheletri umani anziché di plastica.
Ovviamente la presenza di veri corpi umani sul set innervosì parecchio la troupe, che col senno di poi si chiese se non fosse stata questa scelta azzardata ad attirare la maledizione sul film.
Infatti negli anni successivi la sorte si è accanita su membri del cast e della troupe, e ci sono tre vicende che in particolare hanno sconvolto l’opinione pubblica.
Nel 2009 l'attore Lou Perry (o Perryman), noto anche per aver partecipato anche ai cult slasher Non aprite quella porta, viene ucciso da un ex galeotto.
Quell’anno il 26enne Seth Christopher Tatum viene rilasciato dalla prigione di Stato dopo aver scontato 3 anni per furto.
Tatum è affetto da disordine bipolare e ha precedenti di tossicodipendenza, e poco dopo la sua scarcerazione di sua iniziativa smette di assumere i farmaci che gli erano stati prescritti come parte delle condizioni per il suo rilascio.
Il ragazzo chiede di essere ricoverato in una struttura per riabilitarsi completamente, ma la famiglia non ha abbastanza soldi per poterlo fare, così Tatum rimane a vivere a casa della madre. 
In questo periodo ricomincia a fare uso di droghe e alcol.
Il primo aprile Tatum aggredisce il compagno della madre mentre è in bagno, causandogli una frattura cranica, poi attacca la donna con delle cesoie e scappa.
Nel fuggire raggiunge casualmente la casa dell’attore e vedendolo in giardino inizia a conversare con lui, il suo intento iniziale è quello di rubargli la macchina.
Perryman lo saluta e rientra in casa e Tatum, forse ottenebrato dalle droghe e dall’alcol, cambia idea.
Invece di rubare il veicolo raggiunge l’attore in casa e mentre questo è seduto al computer lo uccide con 10 colpi di accetta.
Tatum si consegna spontaneamente alla polizia, verrà condannato all’ergastolo.
La sorte dell’attrice Dominique Dunne è altrettanto inquietante.
Dunne conosce lo chef John Thomas Sweeney nel 1981, nel ristorante dove lui lavora.
La passione è travolgente e i due vanno a convivere dopo solo poche settimane.
Sweeney si rivela subito come un fidanzato geloso e possessivo, causando tra loro numerosi liti. 
A un certo punto l’uomo inizia ad abusare fisicamente di Dominique, la sua furia è tale da arrivare a strapparle i capelli a manciate.
Dunne scappa a casa di sua madre, la quale prova a tenere l’uomo lontano dalla figlia, ma è inutile.
Sweeney si presenta da loro, si scusa, promette di diventare una persona migliore e Dominique, con tutta l’ingenuità di una giovane ragazza alle prese col primo amore, lo perdona e torna a vivere con lui.
Il 26 settembre 1982 i due discutono nuovamente, Sweeney aggredisce Dominique, la afferra per la gola e inizia a strangolarla. 
La ragazza si salva grazie all’intervento di una loro amica, che era nell’altra stanza, il quale accorre avendo sentito "dei versi che sembravano forti conati di vomito".
Quando però l’amica entra nella camera trova solo Dunne a terra, la quale afferma che Sweeney aveva tentato di ucciderla, ma l’uomo si difende, nega, dice che è stato un incidente.
Putroppo la loro amica gli crede e li lascia di nuovo da soli, a quel punto l’uomo dice a Dominique di andare a dormire, ne avrebbero parlato il giorno dopo.
Dominique annuisce e va in bagno con la scusa di prepararsi per poi scappare dalla finestra. 
Raggiunge la macchina e la mette in moto, Sweeney a quel punto cerca di fermarla saltando sul cofano, ma la ragazza riesce a farlo scendere e scappa da sua madre.
Nei giorni successivi Dominique chiama Sweeney, gli comunica che la loro relazione è finita e che deve lasciare la casa. 
Sweeney non obietta, Dominique può tornare a casa sua, non prima di aver cambiato tutte le serrature.
Poche settimane dopo, il 30 ottobre 1982, Dunne si trova nella sua casa di West Hollywood e mentre è al telefono con il collega David Packer Sweeney riesce a convincere l’operatore a intervenire nella conversazione per riferire che il ragazzo ha urgenza di parlare con lei.
Dunne accetta e mette in attesa la conversazione con Packer, convinta di poter liquidare velocemente l’ex fidanzato, cosa che effettivamente riesce a fare.
Ma era una trappola, uno stratagemma per scoprire se Dominique fosse in casa.
Dieci minuti dopo Sweeney si presenta a casa della Dunne. Dominique, ancora al telefono con Packer, gli dice nuovamente di attendere, ci metterà poco a convincerlo ad andare via.
La ragazza esce sul portico per parlare, ma la conversazione si trasforma velocemente in un litigio. Parker dall’altra parte del telefono sente delle urla e un tonfo. Non sentendo tornare l’amica chiama la polizia, ma gli agenti gli riferiscono che sta chiamando da un’altra giurisdizione, e non intervengono.
Packer allora decide di andare lui stesso a controllare se l’amica sta bene.
Packer raggiunge la casa dell’amica e vi trova Sweeney, inginocchiato sopra il corpo esanime di Dunne. 
Sweeney vede Packer e gli grida di chiamare la polizia. 
Quando la polizia finalmente arriva Sweeney li accoglie nel vialetto con le mani in alto e si consegna dicendo: "Ho ucciso la mia ragazza e ho cercato di uccidermi". 
In commissariato confessa che lui e Dunne hanno litigato, ma non riesce a rammentare cosa fosse successo dopo l'inizio del litigio, afferma di ricordare di averla sovrastata e di averle messo le mani attorno al collo: "Amico, ho rovinato tutto. L'ho uccisa. Non pensavo di averla soffocata così forte, ma non lo so, ho continuato a soffocarla. Ho perso la pazienza e ho rovinato tutto di nuovo."
Secondo il medico legale che ha eseguito l'autopsia di Dunne la donna è stata strangolata per almeno tre minuti. 
Questa tempistica fa cadere ogni possibile attenuante per infermità mentale e l’incidente, dato che in tre minuti Sweeney avrebbe potuto riprendere il controllo e fermarsi.
Durante il processo emergono nuovi elementi, il passato violento di Sweeney non era una novità.
Lillian Pierce, ex fidanzata di Sweeney, dichiara che nei 3 anni in cui sono stati insieme Sweeney l'aveva aggredita almeno in dieci diverse occasioni e che era anche stata ricoverata in ospedale due volte per le ferite riportate, tra le quali un timpano perforato, un polmone collassato e una frattura al naso.
Durante la testimonianza di Pierce Sweeney cerca di scappare nelle stanze del giudice ma viene fermato e ammanettato alla sedia, per poi mettersi a piangere.
Il 21 settembre 1983 la giuria assolve John Sweeney dall'omicidio di secondo grado ma lo dichiara colpevole dell'accusa minore di omicidio volontario, la condanna è di 6 anni di carcere.
La famiglia di Dunne si dichiara indignata definendo il processo una farsa ingiusta.
John Sweeney viene rilasciato sulla parola nel settembre 1986, dopo solo 3 anni.
Dopo il suo rilascio Sweeney riprende il suo lavoro di capo chef, questa volta in un ristorante di lusso a Santa Monica in California.
La famiglia di Dominique, scoperto il suo luogo di lavoro, si accampa fuori dal ristorante e distribuisce volantini ai passanti: "Il cibo che mangerete stasera è stato cucinato dalle mani che hanno ucciso Dominique Dunne".
A questo punto Sweeney lascia il lavoro e si trasferisce a Los Angeles, di lui non si sa più nulla.
L’omicidio di Dominique Dunne fu scioccante per il pubblico, ma forse la morte che però più di tutte lo sconvolse fu quella della piccola attrice Heather O'Rourke, che interpretava Carol Anne.
Nonostante la giovane età Heather era un’attrice molto nota, oltre alla saga Poltergeist aveva partecipato a numerose serie tv di successo quali Happy days e Chips, aveva vinto il Young artist award per la serie tv Webster.
La sua interpretazione in Poltergeist fu acclamata da pubblico e critica.
Nel 1987 O'Rourke comincia ad ammalarsi, è spesso stanca, vomita, inizialmente le viene diagnosticata la malattia di Crohn e viene curata di conseguenza.
Ma le sue condizioni peggiorano, Heather ha continui episodi di vomito e diarrea, comincia a perdere peso. A questo punto vengono fatte ulteriori analisi e i medici capiscono che la bambina soffre in realtà di giardiasi, una malattia causata da un parassita che probabilmente è stata contratta bevendo acqua contaminata, forse nuotando in un lago dove era stata in vacanza con la famiglia.
Nel gennaio del 1988 O'Rourke si ammala di un'influenza molto debilitante, tanto che il giorno dopo è necessario portarla in ospedale.
Durante il viaggio in ambulanza la bambina ha un arresto cardiaco ma viene rianimata, poi viste le sue condizioni in continuo peggioramento viene inviata subito a San Diego in un ospedale pediatrico.
Qui i medici scoprono che l’intestino della bambina è ormai in grave stenosi, e viene operata d’urgenza.
Heather supera l’operazione ma ha un secondo arresto cardiaco, probabilmente causato da uno shock settico, che le è fatale.
Heather muore il primo febbraio 1988 a soli 12 anni.
Heather venne sepolta nel cimitero del Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park di Los Angeles, luogo di sepoltura di altre star come Truman Capote, Marilyn Monroe, Frank Zappa e tante altre, con una cerimonia privata.
Come se la morte di Heather non fosse già un immenso dolore per la famiglia iniziano a circolare delle strane voci sulla sua malattia, vengono sollevati dei dubbi sulla diagnosi.
Il primario di gastroenterologia Daniel Hollander ha affermato che la modalità della morte di O'Rourke erano insolite, dato che non c’erano precedenti di problemi intestinali: "Certo è possibile una stenosi congenita asintomatica e così fulminante, ma considerate le condizioni di fragilità dell’intestino mi sarei aspettato di riscontrare molte difficoltà digestive nella cartella medica della paziente.”
Ai dubbi sollevati dal medico si aggiungono indiscrezioni inquietanti.
Poco dopo la morte di Heather su un giornale francese, Les Echoes, esce un’intervista abbastanza delirante a Macaulay Culkin, uno dei più famosi baby attori di Hollywood, famoso per il film cult Mamma ho perso l’aereo (Home alone).
In questa intervista, ormai quasi introvabile perché venne rimossa in seguito a numerose proteste, Culkin affermava di aver sentito dire da un produttore hollywoodiano molto famoso di collezionare oggetti fatti di pelle umana, appartenuta a star del cinema. 
L’incontro ha luogo durante le riprese di Mamma ho riperso l’aereo (Home alone 2) con questa personalità di spicco dello star system che cercò di convincere Culkin a emanciparsi dai genitori, come racconta l’attore, “ma io gli dissi amico, ho solo 11 anni! A quel punto si leccò le labbra, continuava a dirmi che ero carino, e tirò fuori una pipa da crack e se la mise sul pube, mi disse che era per festeggiare il mio successo. Io sono scappato, ma il tipo della security mi ha riportato nella stanza.”
A quel punto questa persona inizia a fumare, gli soffia in faccia il fumo del crack e gli rivela di avere delle scarpe fatte con la pelle di Heather O’Rourke.
 "Sono cresciuto guardando Poltergeist. La ricordavo in Happy Days. Era così carina." ha raccontato Culkin "All’inizio ero incredulo, ma poi ho capito cosa intendesse dire e gli ho vomitato sulle scarpe." 
Se questa dichiarazione ci appare evidentemente esagerata, anche considerato il passato di dipendenza da droghe ed alcol di Culkin, contiene purtroppo una parte di verità. 
Il problema della pedofilia sui set cinematografici dove erano coinvolti dei minori era ed è una realtà, basta pensare alla recente serie documentario Quiet on set (la trovate online, ad esempio su tik tok) che ha rivelato delle molestie sessuali e stupri ai danni dei giovani attori di Nickelodeon negli anni ‘90 e 2000.
Culkin non aveva fatto segreto di essere stato più volte approcciato da produttori e colleghi con lusinghe di tipo sessuale, questo comportamento non era insolito.
Già negli anni’80 c’erano molte baby star lasciate da sole sui set cinematografici, i genitori venivano quasi sempre allontanati per diversi motivi, di solito per evitare intromissioni nel lavoro dei figli.
Così è spesso capitato che questi bambini venissero lasciati in balia di predatori che sapevano di avere gioco facile, anche grazie all’ausilio di droghe e alcolici.
Culkin non è stato l’unico a rivelare delle molestie subite, anche Corey Feldman, attore de I Goonies, Stand by me e Lost boys, ha dichiarato in più riprese di essere stato abusato sessualmente e parlato dell'esistenza di un “wolfpack”, un gruppo di persone che lo ricattano e minacciano affinché non riveli i nomi di chi per anni ha abusato di lui e di altri bambini.
Feldman ha prodotto e girato un documentario a riguardo, My Truth: The Rape of 2 Coreys, uscito nel 2020, 1o anni dopo la morte di Corey Haim, suo collega e caro amico, e in questa occasione ha fatto il nome dell’attore Charlie Sheen come uno dei predatori abituali sul set, che avrebbe sodomizzato il tredicenne Haim mentre giravano il film Lucas.
Un’accusa che sarebbe supportata anche dalla ex moglie di Sheen Denise Richards che ha dichiarato nella documentazione portata al giudice durante la battaglia legale per la custodia delle figlie di averlo sorpreso a guardare materiale pornografico con protagonisti dei minorenni.
In entrambi i casi Sheen ha negato ogni coinvolgimenti in attività illegali.
Feldman e Culkin, anche se in termini diversi, parlano dell’esistenza di una setta satanica ad Hollywood, i cui membri sarebbero coinvolti in abusi, stupri e omicidi.
Culkin sembra effettivamente credere a quell’uomo che aveva cercato di circuirlo.
Oggetti in pelle umana, vittime sacrificali forse.
E la piccola Heather sarebbe stata una delle vittime.
Culkin nell’intervista censurata racconta che una giovane attrice gli aveva riferito un fatto inqueitante, uno stupro di gruppo a danno di una baby attrice.
La ragazzina ha raccontato all’attore che “aveva 12 anni, e per lavorare, sai come funziona, faresti di tutto. Si aggiungeva sempre qualche persona nuova nel gruppetto di maiali, sempre gente famosa. Era sul set di un quiz televisivo, ambientato in spiaggia, tutte in bikini, e c’era questa bambina, a un certo punto l’hanno chiamata da un’altra parte dello studio….dopo 45 minuti uno di questi tizi è corso fuori e ha detto che serviva un medico…perchè avevano infilato qualcosa nella bambina…è arrivata anche un’ambulanza, ai genitori hanno raccontato un sacco di balle e hanno chiuso in fretta e furia lo show, licenziato un sacco di gente. Nessuno voleva dei testimoni. Io non lo so chi fosse, ma ripenso a quello che mi hanno detto, era una bambina famosa…”
Una storia che potrebbe, purtroppo, adattarsi all’esperienza traumatica di molte attrici, ma la gente ha iniziato a pensare che si riferisse a Heather O'Rourke.
La descrizione della vittima era somigliante, si parlava di una giovane star che aveva lavorato in tante produzioni di successo, inoltre lo stupro sarebbe avvenuto in uno studio vicino a quello dove stava lavorando la O’Rourke, aggiungete le perplessità esternate dal medico sulle dinamiche di una morte forse non causata dalla malattia…la fantasia del pubblico iniziò a scatenarsi.
Ma possiamo davvero credere all’esistenza di una setta satanica, la cosiddetta Congrega delle scarpe rosse, che raccoglie attori e produttori famosi e arriva fino in Vaticano? Pedofili che si riconoscono tra loro indossando, appunto, calzature rosse?
Sembra poco credibile.
Se queste vicende siano collegate alla tragica morte di Heather nessuno può in realtà saperlo, si tratta di rilevazioni inattendibili perché sentite da terze persone, pedofili che forse utilizzavano queste storie raccapriccianti per spaventare le proprie vittime per impedire loro di parlare degli abusi.
Sicuramente tutto questo ha contribuito a creare la leggenda della maledizione di Poltergeist.






























lunedì 14 ottobre 2024

Samhain, una festa di luci ed ombre.

Come celebravano Samhain gli antichi?
Un elemento comune a tutte le tradizioni è certamente il fuoco, che simboleggia la luce che rischiara la tenebra, il calore che rigenera prima e dopo il gelo.
Durante Samhain il fuoco gioca un ruolo importante.
Al tramonto del 31 ottobre venivano accesi dei fuochi sacri, solitamente in luoghi dal profondo valore spirituale.
Questi falò dovevano ardere tutta la notte e venivano infatti vegliati dai druidi, attorno ad essi si celebravano i riti della fine dell'anno per propiziare quello in arrivo.
Nello stesso momento tutti gli altri fuochi domestici venivano spenti, ad eccezione delle classiche lanterne di Samhain, rape e cipolle intagliate, che avevano il compito di proteggere gli abitanti delle case durante questa notte e di rischiarare la via per gli spiriti.
Il giorno dopo ogni famiglia accendeva un nuovo fuoco domestico prendendo le fiamme dal falò sacro.
Questo fuoco era il simbolo luminoso della speranza di una nuova prosperità per l'anno appena iniziato.
Dalla luce dei falò a quella delle lanterne usate per rischiarare la via durante le celebrazioni e lasciate a protezione della casa sulle verande, sugli usci. Erano anche un aiuto per gli spiriti, che trovavano così più facilmente la via perduta.
Infatti la notte di Samhain, il 31 ottobre, il confine tra il mondo dei morti e quello dei vivi diventa più labile, tanto che gli spettri possono tornare sulla Terra a farci visita.
Le popolazioni europee lasciavano del cibo in tavola e sulle tombe per i propri cari defunti, ciò veniva fatto anche per onorare gli spiriti che varcavano i confini dell’aldilà per vagare una sola notte di nuovo sulla terra.
E così si lasciavano offerte mangerecce lasciate fuori dalla porta la notte di Samhain, un tributo per gli spiriti affamati, i quali, rifocillati, non avrebbero fatto dispetti ai vivi.
Una forma di rispetto ma anche di protezione.
I Cristiani ripresero questa usanza di Samhain, e nella notte di Ognissanti vagavano di casa in casa, elemosinando cibo in cambio di preghiere per le anime dei defunti in Purgatorio, grazie alle quali avrebbero raggiunto più velocemente il Paradiso.
Insieme agli spiriti innocui purtroppo giungono a noi anche creature malevole, che vogliono portarci con loro negli Inferi.
Per questo le popolazioni pagane usavano mascherarsi la notte di Samhain, per confondere i morti nella loro ricerca di anime da rapire.
Samhain aveva dei colori privilegiati sugli altari, le diverse tonalità dell'arancione, del marrone e il nero, era facile ritrovare in natura queste sfumature tipiche dell'autunno, che nella ritualità assumono un significato ben preciso.
Simboleggiano il raccolto mietuto nelle sue ultime fasi proprio in questi mesi, la terra custode dei semi e dei morti, le giornate che diventano più buie.
Inoltre questi colori sono cromaticamente in contrasto, il luminoso arancione accanto a marrone e nero, sfumature più cupe, vicini per ricordarci l’equilibrio tra luce e oscurità che da sempre permette la rinascita.
L’Halloween che conosciamo oggi è frutto di una nuova era, di un lungo viaggio che porta Samhain negli Stati Uniti, esportato dagli immigrati anglosassoni e irlandesi, che mantennero vive le loro tradizioni all'interno delle nuove comunità.
Col tempo questa festa è stata assorbita nella nuova cultura americana che si è andata via via formando, per poi diventare una celebrazione di tutto il popolo americano indipendentemente dalla cultura di origine.
I tratti distintivi di Samhain restano, cambia però la loro fisionomia.
Samhain diventa Halloween, da “All hallows eve”, espressione che si piega allo slang americano.
Per fare le lanterne da esporre alle finestre, al posto di cipolle e rape, si intaglia un nuovo ortaggio originario del Nuovo Continente, la bellissima zucca.
Il travestimento che i Celti usavano per ingannare gli spiriti diventa un gioco per i più piccini e un divertimento per gli adulti.
Fantasmi, vampiri e streghe, e poi i personaggi più amati dei film e dei cartoni animati.
Il preparare e offrire cibo per gli antenati defunti diventa col tempo un passatempo simpatico, "dolcetto o scherzetto?", dove i bambini si recano di casa in casa a racimolare un prezioso bottino di caramelle.
Solo agli inizi del 1900 Halloween diventa una festa glamour che merita di essere inserita nel calendario statunitense, e quindi celebrata in tutto il Paese e non solo nelle comunità anglosassoni.
Con l'avvento delle guerre mondiali Halloween si trasforma in una notte dove si può dimenticare la paura e trasgredire, non solo mangiando ma anche sfogandosi in qualche scherzo al limite del vandalismo.
In Italia le prime feste di Halloween in stile americano si celebreranno solo dagli anni '80, complici anche i film horror e slasher che arrivano da oltreoceano.
Ma le celebrazioni tradizionali europee del mondo contadino non hanno mai smesso di essere seguite e sono giunte fino a noi, ma ne parlerò in un altro articolo.
Cambiano i tempi dunque, cambia l’aspetto, ma l’anima di Samhain resta invariata. 
Una festa in cui due mondi si intrecciano, due stagioni si avvicendano, il tutto con estrema naturalezza.






martedì 1 ottobre 2024

Da Samhain a Halloween, una luminosa strada attraverso la storia.


Ma Halloween è davvero una festa satanica? Ovviamente no.

Ogni volta che si nomina Halloween ci tocca leggere una serie di castronerie ignoranti che etichettano questa festa come un’americanata o peggio, una festa demoniaca.

Ecco, è ora di sfatare queste false credenze.

Halloween non ha nulla a che vedere col diavolo, non celebra la morte a discapito della vita, e soprattutto non è nata negli States.

E’ una celebrazione di origine europea ricca di usanze e tradizioni nobili e positive, e molte di queste trovano la loro antica origine anche in Italia.

Partiamo dal principio.

Ogni popolo ha inserito nel proprio calendario rituale e liturgico le commemorazioni dei martiri e degli antenati, famigliari e i morti con onore.

Il 31 ottobre da secoli in Europa le popolazioni celtiche e pagane festeggiano un antico sabba dedicato alla fine del raccolto e alla celebrazione degli spiriti e degli antenati.

Il suo nome più conosciuto è sicuramente Samhain, il capodanno celtico.

Samhain, nelle varie declinazioni della lingua gaelica, significa letteralmente “fine dell’estate”.

Nelle culture pagane e celtiche il tempo e le stagioni si susseguono in un calendario circolare in cui tutto si ripete, scandito da diverse celebrazioni.

Il 31 ottobre la ruota dell'anno termina il suo ciclo per cominciarne immediatamente uno nuovo.

Finisce una stagione, si raccolgono i frutti del lavoro agricolo, c'è la vendemmia, ci sono le diverse mietiture.

Il tempo dell'estate lascia spazio all'autunno, la natura viva e vibrante piano piano lascia spazio al riposo.

È un sabba particolare quello di Samhain: si trova a metà strada tra il vecchio e il nuovo anno, un giorno che non esiste, come dicevano i Celti.

La natura si prepara all'inverno, alla fine, a una morte che in realtà è solo un lungo sonno.

Le popolazioni europee che vivevano dei frutti del lavoro agricolo affidavano le nuove semenze ai defunti, affinché le proteggessero.

I semi e i morti, entrambi nell’oscurità della terra, sono in attesa di un cambiamento, di una rinascita.

Per i popoli antichi infatti i morti continuavano una nuova esistenza sotterranea e avevano il potere di gestire i raccolti, propiziarli o addirittura di farli marcire.

Per questo era molto importante commemorare i defunti dedicando loro altari imbanditi di offerte e preghiere.

In questi giorni di Samhain quindi si dedicava del tempo al ricordo degli antenati e si organizzavano banchetti in loro onore.

Da qui la tradizione, diffusa anche in Italia, di lasciare del cibo sulle tombe e apparecchiare la tavola del 31 ottobre tenendo un posto d’onore per il famigliare defunto.

I morti sono i nuovi custodi dei semi, tanto che in molte regioni italiane, ad esempio Piemonte e Sicilia, è tradizione seminare i campi proprio il giorno di Ognissanti. 

Le tradizioni per la fine del nuovo anno si intrecciano dunque con quelle legate al culto dei morti e degli antenati, infatti in questi giorni il mondo dei vivi e quello dei morti sono più vicini, si sfiorano, il secondo si apre verso il primo in un reciproco scambio. 

Le porte dell'aldilà si aprono permettendo il passaggio degli spiriti.

Anche la chiesa cristiana delle origini non è estranea alle celebrazioni dei morti, ne abbiamo testimonianza già attorno al IV secolo dopo Cristo.

La cristianità però almeno all’inizio si concentra sulla celebrazione di morti illustri, i martiri e i santi.

La Chiesa siriaca d'Oriente iniziò a celebrare i santi nel tempo pasquale, la chiesa bizantina collocò le celebrazioni dopo la Pentecoste.

La Chiesa romana invece iniziò a farlo a partire dal 610 dC per volontà di papa Bonifacio IV che scelse il 13 maggio come giorno dei santi e della Vergine Maria.

La scelta di questa data non è casuale, infatti Bonifacio si era riallacciato alla tradizione romana dei Lemuria che si svolgeva in questa data. 

Erano giornate in cui gli antichi romani celebravano dei rituali per esorcizzare i lemuri, ovvero i fantasmi, gli spiriti dei defunti impazziti a causa di una fine violenta.

I Romani credevano che in alcuni giorni, nello specifico il 24 agosto, il 5 ottobre e l'8 novembre, gli spiriti potessero tornare a vagare sulla terra.

È la tradizione del Mundus Cereris, che metteva in comunicazione il mondo dei vivi e quello dei morti. 

Alcuni secoli dopo si decise di spostare la celebrazione di Ognissanti al 1º novembre. 

Dal 731 dC questa decisione riguardò solo i territori di Roma, successivamente su richiesta di Papa Gregorio IV nel 835 l'imperatore Ludovico il Pio estese la festa delle reliquie cristiane di tutti i santi in data il 1º novembre in tutti il regno franco.

Sarà solo nel 1475 con Sisto IV che questa data per la celebrazione di Ognissanti diverrà obbligatoria per tutta la Chiesa di Occidente.

La scelta del 1º novembre non è casuale, come avrete già capito.

La convivenza tra le diverse culture europee ha portato la necessità di far coesistere ritualità di diverse religioni, fino a portarle ad integrarsi tra loro.

Questo processo di unificazione ha riguardato anche la festa di Ognissanti.

I monaci irlandesi e anglosassoni, da sempre in contatto con le tribù celtiche, iniziarono a fare pressione sul Papa affinché trovasse finalmente una ritualità comune con la cultura delle popolazioni locali, perché trovare un'affinità nel celebrare questa festa avrebbe evitato divisioni e il proliferare di superstizioni antiche, e soprattutto il ritorno a un nuovo paganesimo ai danni della fede cristiana.

I monaci, che erano riusciti a convertire molti pagani, sapevano che c’era bisogno di ancorare con più forza la nuova religione a quella antica, per rassicurare i celti sulla loro scelta.

C'era anche un motivo più pratico che spinse la Chiesa ad approvare questa integrazione, ovvero garantire sostentamento ai pellegrini.

Il periodo migliore era proprio la fine dell'estate, tempo in cui si vendemmiava e si mietevano i campi e le colture. Un tempo in cui ci sarebbe stato cibo in abbondanza per tutti.

Ecco quindi che la celebrazione cristiana dei morti si sovrappone alla perfezione a quella precristiana e pagana in cui si festeggiava la fine del raccolto.

Questa associazione portò l’attenzione sul fatto che non era sufficiente ricordare solo i martiri e i santi.

La volontà di celebrare la vita e il ricordo degli antenati era un caposaldo della religione delle popolazioni europee, fin dall’epoca romana, pertanto la Chiesa si adeguò anche su questo.

Fu ritenuto doveroso aggiungere una giornata di commemorazione di tutti i defunti il 2 novembre, che verrà istituita solo nel 998 dC grazie alla riforma di Odilone di Cluny, abate benedettino che per primo decise di celebrare i morti facendo risuonare per loro le campane del suo monastero dopo i vespri in quella data.

Successivamente questa pratica venne adottata da tutta la Chiesa Cattolica e divenne un rito canonico.

Questa cristianizzazione non portò a cancellare i tratti originali della festa pagana e celtica di fine anno, le due celebrazioni in origine vennero accostate, si fusero in certi tratti. 

Abbiamo citato in particolare Samhain e le celebrazioni celtiche, ma è importante precisare nuovamente che questa festa era ed è diffusa in tutta Europa, con nomi diversi a seconda della zona geografica.

Anche in Italia, lo vedremo in modo approfondito più avanti, esistono tradizioni secolari per celebrare i defunti, tradizioni che assomigliano molto a quelle celtiche e nordeuropee.

Un intero continente quindi che presenta tratti comuni seppur differenti nel modo di commemorare i propri defunti e render loro omaggio.

Quindi possiamo a questo punto sfatare tranquillamente il mito secondo cui Halloween sia una festa che celebra Satana e la morte crudele, e no, non è un prodotto americano.

Anche se il suo nome attuale è in effetti nato negli Stati Uniti.

Il termine Halloween deriva dall’associazione con la festa di Ognissanti.

Il nome di questa giornata in inglese è All Hallows' Eve, che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri".

Halloween altro non è che la contrazione gergale del nome ufficiale della festa, portata dagli europei negli Stati Uniti.

Che si chiami Samhain o Halloween comunque l'anima antica europea di questo giorno rimane la stessa.

E anche gli usi e le tradizioni, seppur diversi a seconda dei luoghi, dei tempi e delle culture in cui sono nati, sono tutti legati da radici comuni, che rendono Samhain/Halloween una celebrazione davvero universale.

Nei prossimi giorni parleremo ancora di Halloween, per arrivare al 31 ottobre consapevoli e preparati, quindi continuate a seguire le ombre, ma state attenti a non perdere la via. 
Per fortuna avremo molte zucche intagliate a illuminarci la strada. 

venerdì 13 settembre 2024

Buio in sala: la storia della Demon House.


Oggi buio in sala raddoppia.
Eh sì perché questa storia vede intrecciarsi due pellicole.
Un documentario e un film.
Guardate questa casa.
Se come me siete appassionati di paranormale allora questo edificio dovrebbe esservi familiare.

Questa casa situata al 3860 di Carolina Street a Gary, Indiana, è tristemente nota come Demon House a causa degli inquietanti fatti che si sono verificati al suo interno.
E’ stata comprata nel 2014 da Zak Bagans, autore e host del programma americano sul paranormale Ghost Adventures, dopo che aveva letto un articolo dell’Indipendence star dove viene raccontata la storia di una donna, Latoya Ammons, che assicurava che la sua casa fosse infestata da demoni feroci e potenti.
La storia ha avuto risonanza nazionale, tanto da essere ancora oggi, dopo 13 anni, uno dei casi più dibattuti dagli esperti del paranormale.
Quest’anno su Netflix è uscito The deliverance, un film ispirato alla vicenda.
Un film ben costruito, che si prende qualche libertà rispetto alla storia originale, capace di appassionare lo spettatore sebbene scada nel cliché horror da serie B nel finale, ma ci regala interpretazioni eccezionali in particolare da Andra Day Mo'Nique e Glenn Close. 
Il film, come la storia vera, ci racconta di una madre, qui chiamata Ebony, che dopo la separazione dal marito si trasferisce con la madre e i 3 figli in una casa in periferia.
La donna, che ha da sempre problemi con l’alcol, ha un rapporto molto conflittuale con la genitrice e i ragazzi, è seguita dagli assistenti sociali.
Dopo essersi trasferita la famiglia inizia ad essere testimone e vittima di strane manifestazioni, prima rumori molesti provenienti dal seminterrato, sciami di mosche che invadono la casa, fino ad episodi di possessione che porta i membri della famiglia ad aggredirsi a vicenda.
Alla fine Ebony capisce che qualcosa di demoniaco sta minacciando la sua famiglia e decide di agire per salvare i suoi cari.
Nonostante alcune licenze poetiche il film è fedele alla storia reale.
Nel novembre 2011 Latoya Ammons, sua madre Rosa Campbell e i suoi tre figli di Armani Lasean di 7 anni, Andrew R. di 9 e Airion Smith di 12 si trasferiscono nella casa al 3860 di Carolina Street a Gary, Indiana, una piccola abitazione su un piano con tre camere da letto, un soggiorno, un bagno e una piccola cucina. Una porta dalla cucina conduce a un seminterrato con pavimenti in cemento.
Rose è infermiera, Latoya studia cosmetologia e i figli frequentano la scuola locale. Potrebbe essere definita una famiglia comune.
Pochi giorni dopo che la famiglia si è trasferita delle mosche nere iniziano ad apparire in casa, nonostante fosse inverno e la casa fosse munita di zanzariere.
Durante la notte la famiglia comincia a sentire dei passi provenire dal seminterrato e delle porte che scricchiolano e si aprono da sole.
Rose Campbell una notte riesce a intravedere una "figura oscura di un uomo che camminava avanti e indietro nel soggiorno", corsa a controllare non trova nessuno ma sul pavimento ci sono delle impronte infangate.
Alcuni oggetti religiosi in casa vengono distrutti e appena i bambini vanno a dormire diversi suppellettili vengono buttati a terra o contro il muro.
Latoya racconta di aver deciso di ignorare queste avvisaglie, è già abbastanza sicura che si tratti di qualche spirito inquieto e non vuole alimentare la sua aggressività intervenendo.
Ma a marzo iniziano a verificarsi dei fatti inquietanti che colpiscono direttamente i membri della famiglia.
Latoya comincia a soffrire di emicranie, accompagnate da una sensazione di rabbia crescente.
Durante un pigiama party con le amiche Airion viene vista levitare sopra il letto in stato catatonico, viene liberata da questa condizione solo dopo che la famiglia si era riunita in preghiera.
Latoya e la madre si consultano con molti parroci delle chiese vicine, ma nessuno sa come aiutarle.
Alcuni sacerdoti, comprendendo la preoccupazione delle donne, consigliarono di pulire tutta la casa e di disegnare delle croci su ogni porta con olio d’oliva, e di benedire i figli con lo stesso olio.
Purtroppo questi rimedi non sortiscono nessun effetto.
Latoya e Rose trovano però due persone, due chiaroveggenti, che accettano di visitare la casa e dopo un’ispezione riferiscono che nel seminterrato vivono almeno 200 demoni, sono loro a tormentare gli Ammons.
Secondo una delle veggenti i precedenti proprietari della casa erano membri di una setta satanica che praticava sacrifici, anche umani. 
Ciò potrebbe aver aperto un portale per le entità diaboliche.
Viene consigliato alla famiglia di trasferirsi, ma le donne non hanno abbastanza soldi per cercare altrove.
Latoya costruisce un altare nel seminterrato dove posiziona statue di Maria e dei santi e su consiglio di una delle veggenti inizia a benedire la casa con fumenti di salvia bruciata.

Da lì la situazione peggiora ancora.
Latoya si sente sempre più debole e stordita, così come i figli che iniziano ad ammalarsi, avere forti dolori allo stomaco, sanguinano dalle orecchie e dagli occhi.
Latoya si ammala di una infezione ai reni.
Rose dichiara di essere stata strangolata da una forza sconosciuta, la stessa che tempo dopo se la prende col figlio Andrew, lanciandolo attraverso la stanza da bagno contro un muro.
La figlia racconta di aver sperimentato paralisi notturne in cui non riesce a respirare, e che una voce le ripeteva che sarebbe morta in 20 minuti e non avrebbe più rivisto la sua famiglia. Inoltre le cade addosso la testiera del letto, lacerandole la testa.
Armani inizia a vedere una presenza in un armadio, una donna anziana con gli occhi rossi che vuole parlare con lui ma che poi cerca di fargli del male.
Il bambino parla anche con un altro spirito, quello di un bimbo di nome Trey, poi viene addirittura posseduto da esso, rotea gli occhi, parla con una voce cavernosa, sul suo viso appare un ghigno innaturale e in quello stato minaccia la famiglia dicendo "è ora di morire" e "vi ucciderò".
Alcune notti la famiglia si rifugia nei motel per scappare da quelle forze spaventose.
Solo il 19 aprile 2012 la famiglia si rivolge al proprio medico, Geoffrey Onyeukwu. Quando il dottore visita i bambini nel suo studio li trova deliranti e fuori controllo, tanto da averne paura.
Armani inizia a camminare all'indietro sul muro, urla e sbraita maledendo il medico, Andrew viene di nuovo scaraventato contro un muro.
I bambini alla fine svengono e non c’è modo di far riprendere loro conoscenza.
I presenti, spaventati dalle urla, chiamano la polizia e i bambini vengono portati al Methodist Hospital di Gary. 
Gli Ammons vengono visitati, non vengono segnalati particolari problemi o traumi, ma Armani continua ad urlare e ad essere violento.
Latoya vuole benedire i figli ma il personale medico, a detta sua, la deride e la allontana in attesa che arrivino i servizi sociali.
Di fronte a quella situazione infatti è necessario allertare il Department of Child Services per capire se i bambini subiscono maltrattamenti e se la madre avesse bisogno di un aiuto psicologico.
Non è la prima volta che il DCS si attiva per quella famiglia, la donna era già stata segnalata per negligenza educativa.
I figli della Ammons non andavano a scuola regolarmente, cambiavano spesso istituto e i loro profitti scolastici non erano buoni. Latoya dopo il trasferimento inizia ad attribuire la continua frequenza irregolare dei suoi figli alle presunte attività demoniache nella casa, che impedivano ai figli di dormire e li facevano ammalare.
L’assistente sociale incaricata del caso si chiama Valerie Washington e appena allertata va a visitare la famiglia in ospedale. 
Valerie trova i bambini fisicamente sani senza lividi preoccupanti.
Washington inizia i colloqui con i bambini, e a quel punto Armani comincia a ringhiare, mostrare i denti, cerca di strangolare il fratello maggiore e devono intervenire gli infermieri per staccargli le mani dal collo. La Washington e un'infermiera, Willie Lee Walker, decidono di parlare insieme a Rose e ai bambini, ma anche qui le reazioni sono ugualmente violente, il piccolo comincia nuovamente a ringhiare e Andrew aggredisce la nonna prendendola a testate. 
Rose inizia a pregare ed è lì che Armani inizia a camminare sul soffitto, il volto contorto in un ghigno spaventoso, per poi saltare cadendo in piedi sul pavimento.
L’infermiera e l’assistente sociale scappano dalla stanza urlando, attirando l’attenzione dei presenti che subito si informano sulla vicenda.
 "Questo ragazzo non era se stesso quando lo ha fatto", ha detto la Walker.
La donna, che ha sempre affermato di credere nei demoni e negli spiriti, comincia a riferire che il bambino è malato di mente ma forse anche posseduto.
L’incredibile fatto viene riportato al cappellano dell’ospedale che il 20 aprile 2012 contatta don Michael Maginot, della parrocchia di St. Stephen.

Maginot va a parlare con la famiglia qualche giorno più tardi e durante l’incontro succedono cose strane: luci che si accendono e spengono, tende che si muovono senza che ci siano spifferi, dal nulla appaiono impronte di stivali sul pavimento.
Maginot impone le mani su Latoya che inizia ad avere le convulsioni.
Maginot è sicuro che la famiglia sia tormentata dai demoni, e prima di andarsene benedice ogni stanza della casa, e promette alle donne che le aiuterà.
Il DCS ovviamente non prende in considerazione la possibilità di una possessione demoniaca e dopo aver fatto visitare i bambini da psicologi e dottori arriva alla conclusione che i bambini con quelle scene isteriche stiano manifestando un disagio profondo nei confronti della madre. 
Dopo aver parlato con Latoya gli psicologi riferiscono che la donna non è pericolosa ma certamente è una persona che si è fatta suggestionare dalla sua fede e trova spiegazioni religiose o soprannaturali ai problemi dei suoi figli invece di pensare a un modo razionale per risolverli.
Gli assistenti sociali quindi prendono in custodia i bambini, riferiscono a Latoya che per riavere i figli dovrà sottoporsi a controlli psicologici e garantire loro un ambiente sicuro.
Il DCS riconosce a Latoya Ammons il merito di aver creato un forte legame con i suoi figli ma aggiunge che la donna deve, cito, "trovare forme alternative di disciplina non direttamente correlate alla religione e alla possessione demoniaca". La donna dovrà quindi seguire un percorso sulla genitorialità per migliorare le sue capacità educative e di gestione dei figli.
A Latoya viene spiegato che non deve più parlare ai bambini di demoni e di essere posseduti, deve piuttosto impostare un'educazione positiva con incoraggiamento, regole e privilegi di sospensione. Vengono stabilite delle visite supervisionate con i bambini in cui la donna può lavorare su questi obiettivi insieme alla psicologa.
La donna è disperata, sostiene che lei e i figli stanno combattendo insieme una battaglia e che non era giusto essere separati, il problema sono i demoni nella sua casa, ma nessuno le crede, almeno all’inizio.
Nonostante sia circondata da scetticismo e pregiudizio qualcuno comincia a credere a Latoya.
La polizia e i funzionari del DCS continuano a indagare sulla situazione.
L’assistente sociale Washington organizza una visita alla casa per verificare se i bambini possono tornarvi e si fa accompagnare da alcuni poliziotti.
Latoya non entra e lascia gli onori di casa alla madre Rose.
Succedono subito cose strane, il pavimento in cemento del seminterrato si sgretola, le radio degli agenti smettono di funzionare, si riaccendono solo per captare una voce che li saluta dicendo “Ehy!”
Il capitano di polizia Charles Austin, il quale crede al soprannaturale e ai fantasmi, comincia a pensare che in casa si stia verificando un'attività paranormale. Decide di scattare delle foto dell’esterno della casa, la prima immagine è sfocata e granulosa, ma nella seconda, poi pubblicata dall'Indianapolis Star, si intravede una figura bianca e scheletrica, forse femminile, alla finestra.

Austin ha scattato altre foto che a suo dire contenevano strane figure, inoltre mentre tornava a casa il sedile della sua auto iniziò a muoversi avanti e indietro da solo, e la porta del garage era bloccata.
In quel momento il capitano inizia a credere a Latoya.
Viene organizzata una secondo visita tempo dopo, e stavolta è l’assistente sociale Samantha Ilic a partecipare, perché Washington si era rifiutata.
Stavolta è presente anche don Maginot che decide di verificare la presenza di oggetti maledetti o simboli diabolici che potrebbero spiegare l’infestazione.
Maginot riferisce che ad esempio se qualcuno fosse morto in casa e fosse stato sepolto nel terreno sottostante questo potrebbe spiegare i fenomeni paranormali.
Scavando gli agenti trovarono un'unghia finta rosa, un paio di mutandine bianche, una spilletta, il coperchio di una piccola pentola, calzini con la parte inferiore tagliata sotto le caviglie, involucri di caramelle e un pesante oggetto di metallo che sembrava un peso per un cordone per tende.
Maginot non sa spiegare l’origine di tali oggetti e per scrupolo benedice tutto col sale.
Ilic inizia a sentire dei formicolii alle mani, che sparivano per poi tornare, la pelle diventa biancastra, sente poi un forte dolore al mignolo, come se glielo avessero rotto.

La donna comincia ad avere difficoltà a respirare e lascia la casa, poco dopo viene raggiunta da Latoya che aveva iniziato ad avere uno dei soliti forti mal di testa.
Dal soffitto comincia a gocciolare una sostanza oleosa e sebbene gli agenti di polizia la pulissero questa ricomincia a scendere.
Secondo Maginot quel liquido è una sostanza demoniaca.
Il capitano Austin comunica che lui non rimarrà in quella casa dopo il tramonto e di concludere velocemente l’ispezione.
E’ a questo punto che iniziano gli esorcismi.
Maginot quel giorno celebra un esorcismo minore su Ammons, dato che ancora non aveva l’autorizzazione del vescovo a procedere con un rituale canonico.
Il monsignore Dale Melczek infatti gli aveva detto di consultare degli esorcisti prima di giungere ad errate conclusioni.
Al rituale erano presenti due agenti, il capitano Austin e l’assistente sociale Ilic. 
Maginot prega per due ore, i presenti sostengono di aver avvertito come una presenza oscura nella stanza, addirittura ne sentono addosso il respiro. 
Ilic ha detto di aver avuto una serie di problemi medici dopo aver visitato la casa, ha riportato ustioni di terzo grado mentre guidava la motocicletta e si è anche rotta tre costole facendo Jet Skiing, si è poi rotta una mano quando ha sbattuto contro un tavolo, infine si è rotta una caviglia mentre correva in infradito.
Molti amici, spaventati, smettono di frequentarla.
Maginot riesce ad ottenere il permesso dal vescovo e può eseguire l’esorcismo maggiore sulla famiglia Ammons. 
Il primo esorcismo autorizzato in 21 anni da Melczek.
Maginot spiega ad Ammons che era importante capire quali demoni li stessero perseguitando, bisogna scoprirne i nomi.
Il nome indica il possedere un oggetto, se ne conosco il nome posso dominarlo, per questo viene scoperto ed usato per combattere i demoni durante gli esorcismi.
Ammons cerca dei nomi dei demoni online,cerca riferimenti sui problemi che hanno avuto i suoi figli. Mentre fa la sua ricerca il computer si spegne più volte e Latoya si sente male.
La ricerca è però produttiva.
Latoya riconosce come possibile demone Belzebù, noto come signore delle mosche.
La donna si segna anche nomi di demoni che secondo la teologia torturano e fanno male ai bambini.
Grazie a queste informazioni Maginot può eseguire tre grandi esorcismi su Ammons, due in inglese e l'ultimo in latino, nella sua chiesa di Merrillville.
Il fratello di Maginot era sul posto nel caso in cui Latoya fosse diventata pericolosa. 
La donna però non aggredisce il sacerdote. Si contorce, urla, il dolore che prova, riferisce, è simile a quello del parto.
L’esorcismo dà i suoi frutti, Latoya è finalmente libera.
Latoya ha il diritto di vedere i figli anche senza supervisione e di nascosto fa sottoporre anche i suoi figli a diversi esorcismi.
Dopo sei mesi Latoya riottiene la custodia dei figli e la famiglia Ammons si trasferisce a Indianapolis, in una casa benedetta da padre Maginot.
Nel 2013 il caso viene definitivamente chiuso dagli assistenti sociali che ritengono che la donna abbia superato la sua ossessione per il paranormale. 
Gli Ammons non hanno più avuto problemi con spiriti e demoni, secondo Latoya il merito è degli esorcismi che hanno liberato la sua famiglia, che ora vive senza paura.
Nel corse degli anni ha rilasciato diverse interviste in cui racconta la sua storia, e continua ad affermare che in quella casa lei e la sua famiglia sono stati perseguitati da qualcosa venuto dall’inferno.
Nel 2014 sull’Indipendence Star esce un articolo che racconta la storia di Latoya, la quale per dimostrare la sua buona fede consente ai giornalisti di accedere alle cartelle mediche dei figli e ai rapporti degli assistenti sociali, che a detta della donna non avevano scritto parole lusinghiere su di lei. 
La vicenda cattura l’attenzione di Zak Bagans, autore e host del programma di cacciatori di fantasmi Ghost Adventures.

Per chi non lo conosce, Ghost Adventures è un programma statunitense che ha debuttato in tv nel 2008, scritto e condotto dal conduttore Zak Bagans. Il format mostra Bagans e il suo team recarsi in luoghi ed edifici considerati infestati o maledetti per condurre un’indagine sugli eventi paranormali. 
Bagans compra la casa pagandola 35.000 dollari e vi conduce un investigazione sul paranormale che viene poi montata in stile documentario horror, Demon house, girato e diretto dal team di Ghost Adventures.
Come era solito fare durante le indagini in altre proprietà Bagans monta videocamere in ogni stanza della casa e si apposta di notte, in attesa che si verifichi qualche effetto paranormale.
Durante la notte in casa anche il conduttore comincia a stare male, ad avvertire un terribile mal di testa e ad avere pensieri violenti. A un certo punto sente un ringhio feroce e si intravede una figura nera passare davanti a una delle videocamere.
Questa investigazione porta Bagans a decidere di abbattere la casa nel 2016, in quanto secondo lui lì era presente una delle entità più feroci e pericolose che avesse mai incontrato.
Il documentario, che raccoglie anche testimonianze di chi ha vissuto la vicenda, sarà trasmesso solo due anni più tardi.
La storia di casa Ammons è tra le più dibattute tra gli esperti del paranormale.
Sebbene la vicenda sia stata confezionata molto bene secondo alcune persone è solo un grande bluff.
Tra i maggiori detrattori c’è lo scrittore e investigatore del paranormale Joe Nickell, famoso per aver dimostrato la falsità dei diari di Jack lo squartatore. 
Ricercatore per la Committee for Skeptical Inquiry (CSI) e autore per la loro rivista, lo Skeptical Inquirer, Nickell ha intervistato testimoni e vicini di casa e ha concluso che gli eventi soprannaturali sono stati o riportati in modo grossolano o addirittura abbelliti ed esagerati. 
Secondo Nickell molti fatti denunciati dagli Ammons come paranormali hanno una spiegazione razionale: gli scricchiolii sono tipici delle vecchie case, la descrizione completa della levitazione di Airion fatta dalle amiche rivela che in realtà la ragazza si è solo lanciata verso l'alto, probabilmente sfruttando l’elasticità del materasso.
Indagando più a fondo sulla dinamica di Armani che cammina sul muro Nickell scopre dall’assistente sociale che la nonna Rose Campbell ha tenuto la mano del bambino per tutto il tempo dell’acrobazia, sorreggendolo e aiutandolo di fatto a spingersi contro il muro e camminare. 
Geoffrey Onyeukwu, il medico di famiglia, riferisce di aver sospettato che i bambini soffrissero di allucinazioni molto vivide, di cui però non ha potuto individuare la causa. 
A riguardo Nickel non esclude che nella casa, molto vecchia e in cui non veniva fatta molta manutenzione, potessero esserci spore o muffa nera capaci di indurre terribili emicranie e visioni. 
Latoya e sua madre bruciavano salvia e zolfo in tutta la casa, un miscuglio che poteva provocare stordimento, mal di testa, anche svenimenti.
Nickell analizza anche la famosa foto scattata da Austin e scopre che era stata fatta con un semplice Iphone dell’agente e che non era stata riconosciuta come una prova per il caso di negligenza perchè non attinente, così come le altre foto fatte dallo stesso dispositivo non ufficiale.
L'investigatore ipotizza che la sagoma sia solo un riflesso o che sia stata utilizzata un’applicazione per aggiungere il fantasma alla foto.
Oltretutto Austin aveva anche parlato di fenomeni paranormali sulla sua autovettura, facilmente spiegabili da un meccanico con la rottura di qualche fermo.
Austin aveva raccontato ai giornalisti della sua speranza che si facesse un film sulla vicenda e che lui era disponibile a fare da consulente. 
Un poliziotto in cerca di notorietà, sostiene Nickell, e sempre a questo proposito fa notare come sia stato fondamentale per la vicenda il benestare di un sacerdote, padre Maginot, e della curia che autorizzano un esorcismo.
Anche Maginot non sembra immune al peccato di superbia, infatti ha stipulato un contratto con Zak Bagans per partecipare al documentario Demon house. 
Non solo, ha anche firmato un contratto con l’Evergreen Media Holdings,la casa di produzione del film horror L'evocazione.
Ma per il ricercatore la vera natura di questo caso va ricercata principalmente nello stato mentale di Latoya Ammons e dei suoi figli.
Onyeukwu racconta che la Ammons lo aveva chiamato perché non capiva i comportamenti aggressivi dei figli, che si picchiavano tra di loro fino a svenire.
Basta la psicologia per spiegare queste reazioni violente: la famiglia era in difficoltà economiche, i bambini venivano costretti a trasferirsi continuamente, erano impossibilitati a creare veri legami e amicizie, e hanno manifestato il loro disagio e la loro rabbia con comportamenti provocatori e violenti, anche tra di loro.
Latoya in seguito alle segnalazioni ai servizi sociali viene visitata da diversi psicologi, uno dei quali sostiene che la donna è lucida e un altro fa notare che la sua fede quasi fanatica poteva impedire di vedere con razionalità gli eventi.
Anche i bambini su richiesta dei servizi sociali sono stati sottoposti a una valutazione psichiatrica.
Il medico che ha valutato Armani ha riferito che era un bambino intelligente e lucido, e che si comportava come una persona posseduta solo quando gli venivano poste domande a cui non voleva rispondere o le cui risposte avrebbero potuto metterlo nei guai.
Le storie raccontate dai figli agli psichiatri sono frammentate e continuano a cambiare a seconda di chi le racconta.
Secondo i medici i bambini sono stati influenzati dalla madre.
Lo psicologo clinico Joel Schwartz, che ha valutato la figlia e il figlio maggiore di Ammons, scrive nel suo rapporto:
"Sembra anche che sia necessario valutare in che misura Airion possa essere stata indebitamente influenzata dalle preoccupazioni della madre circa il fatto che la famiglia fosse esposta a esperienze paranormali."
Latoya è una donna molto religiosa che non disdegna rivolgersi costantemente a chiaroveggenti, sono proprio loro a parlarle dei 200 demoni che perseguitano la sua famiglia, e la donna ci crede ciecamente.
La polizia ritrova in casa numerosi altari e bibbie, Latoya afferma che erano necessari per la guarigione spirituale dei figli, contro i demoni che volevano ucciderli.
A scuola gli Ammons avevano parlato con compagni e insegnanti dei fenomeni poltergeist in casa come causa del loro malessere e giustificare assenze e brutti voti.
Prima dell’arrivo degli Ammons nessuno aveva mai segnalato attività paranormali, tanto meno sette sataniche operanti nella zona, cosa confermata dal precedente proprietario Charles Reed, che fa notare come Latoya tirasse fuori la questione poltergeist solo quando lui le ricordava di aver saltato qualche pagamento per l’affitto.
Secondo gli psicologi la donna ha alimentato nei figli una psicosi, lei per prima aveva l’abitudine di mentire usando scuse incredibili ed esagerate, e ha quindi trasmesso loro un modus operandi per togliersi dai guai.
I bambini nelle loro azioni ricordano i clichè dei film dell’orrore, secondo Nickell gli Ammons si potrebbero essere ispirati ad essi pensando di essere così credibili agli occhi di chi li metteva di fronte a una mancanza o un errore. 
Esattamente come faceva la madre, che ricorreva a dolorose emicranie durante i colloqui in casa con gli assistenti sociali.
Questa modalità di comportamento a un certo punto è diventata un’ossessione impossibile da fermare, è possibile, secondo gli psichiatri, che a un certo punto Latoya e i figli non fossero più in grado di stabilire cosa fosse reale e cosa inventato, fino a scatenare una psicosi collettiva che ha portato la famiglia ad avere paura delle sue stesse bugie.
Per questo infatti venne consigliata la terapia familiare, che gli Ammons frequentano con diligenza ma è solo l’ennesima mistificazione di Latoya, che decide di rivolgersi comunque a padre Maginot e proseguire con l’esorcismo.
Nickell sostiene che tutto questo poteva risolversi diversamente ma Latoya ha avuto la fortuna di trovare dei funzionari pubblici facilmente suggestionabili.
Ma cosa è successo alla famiglia Ammons dopo che si è trasferita a Indianapolis?
Quest’anno come dicevo è uscito il film The Deliverance che ha riacceso l’attenzione sul caso.
Latoya Ammons vive ancora a Indianapolis e ora preferisce non esporsi più sulla vicenda, dopo l’uscita del film ha chiuso i suoi profili social a causa dell’eccessiva curiosità del pubblico.
Il regista del film Netflix, Lee Daniels, le ha parlato al telefono un paio di volte e ha riferito che la donna sembra aver trovato la sua serenità.
Anche se molte ombre sembrano aver continuato a seguire la famiglia.
Il figlio minore della donna, Armani Lasean, è morto nell'ottobre del 2021 a soli 17 anni. 
Degli altri due figli non si hanno notizie sui media.
Lo stesso Armani era cresciuto lontano dai riflettori, frequentava la scuola, era appassionato di basket e faceva il volontario in una chiesa multiculturale, la New Life Worship Center. 
Le cause della morte non sono state rese note, viene solo riferito che la madre era con lui, raccolta in preghiera.
Sulla pagina a lui dedicata dall’obitorio che si è occupato delle esequie si possono leggere i commenti dei suoi compagni di scuola, a cui manca molto.
Ci sono anche commenti più recenti, di chi ha visti il film Netflix, e ha voluto postare un saluto molto postumo per questo ragazzo dall’infanzia travagliata.
La demon house di Gary, Indiana, ora ridotta in macerie, come dicevamo rimane uno dei casi sul paranormale più dibattuti.
Una vera casa infestata? Una farsa? 
Esiste anche una teoria intermedia, secondo la quale l’entità malvagia abbia scelto la famiglia Ammons in quanto composta da persone fragili, facilmente manipolabili a causa della loro situazione precaria e disfunzionale.
Una situazione simile alla storia, forse più nota, di un’altra casa nella Contea di Suffolk, nello Stato di New York, situata al 112 di Ocean Avenue di una cittadina chiamata Amityville.
Ma questa è un’altra storia…